Come scegliere un biotrituratore per il legno? Info, articoli, costi

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GRIZZLY GHS 2842 B BIOTRITURATORE ELETTRICO 2800 WATT
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TACKLIFE Biotrituratore da Giardino, Cippatrice da Legno, Potenza 2800W, capacit di Taglio Max 45mm,...
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Biotrituratore Potente e StabileRealizzato con motore a induzione in rame puro con potenza di 2800...Abbastanza Basso RumoreDurante l'operazione, rende solo il basso rumore inferiore a 90 db, livello...Diametro di Taglio GrandeDiametro di taglio massimo di 45 mm, i cuscinetti regolabili possono...
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Biotrituratore GRIZZLY mod. GHS 2842 B - elettrico 2800 Watt Per la triturazione del secco del Vs....Il sistema di triturazione e taglio a rullo consente di sfibrare anche rami di 42 mm di diametro, in...Le ruote, comprese nella dotazione di serie, lo rendono molto comodo da trasportare. Nato per la...
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In molti casi le operazioni di cura e manutenzione del proprio giardino possono involvere non solo il taglio del prato o la rimozione delle foglie, ma anche il doversi occupare di cespugli, alberi ed arbusti di varie dimensioni. In questo caso, ci si ritroverà con diversi tipi di scarti che non sono di tipo leggero e facile da trattare come accade nel caso della falciatura di un prato o della rimozione di un tappeto di foglie dalla superficie di un giardino. Dover raccogliere e smaltire una grande quantità di rami ed in generale di materiale che sia costituito prevalentemente da legno può creare diversi problemi, soprattutto se non si è in possesso di un mezzo adatto per trasportare questo tipo di scarti che vengono prodotti dal taglio di alberi ed arbusti di vario genere.

 

Biotrituratori per legno

Per poter evitare di ritrovarsi nella situazione in cui è necessario smaltire una grande quantità di rami di diverse dimensioni e di spessori differenti, è possibile valutare l’acquisto di un biotrituratore che sia adatto a trattare scarti di tipo legnoso. Questi modelli rientrano nella categoria dei biotrituratori di prezzo medio alto, in quanto la maggior parte dei biotrituratori di uso comune sono maggiormente adatti a trattare con scarti più semplice e meno fibrosi, come ad esempio foglie ed erba, e sono adatti ad un uso di tipo domestico in cui ci si ritrovi a dover triturare e sminuzzare solamente piccoli rametti, foglie e erba o erbacce. Alcuni dei biotrituratori adatti a questo uso, ma che appartengono ad una fascia di prezzo più elevata, possono essere adatti a trattare anche con rami ed arbusti di vario tipo, ma è sempre importante controllare i consigli e le specifiche riportate sulla confezione, sul biotrituratore stesso o nel manuale delle istruzioni fornito dal produttore al momento dell’acquisto, prima di inserire all’interno del biotrituratore dei materiali che potrebbero danneggiarlo o romperlo irrimediabilmente.

Le caratteristiche

Acquistando un nuovo biotrituratore che sia adatto a lavorare, e quindi sminuzzare e triturare scarti di tipo legnoso, è bene prestare attenzione a tutta una serie di caratteristiche, che questo modello di biotrituratore deve avere, in modo che possa lavorare sempre al meglio, qualunque sia il tipo di rami e parti legnose che ci si ritrova a trattare nel tempo. Per questo, è importante sia informarsi prima dell’acquisto stesso, con l’aiuto di un professionista se necessario, o consultando siti internet che trattano questa materia, e valutare attentamente la rosa di scelte possibili in modo da potersi assicurare il modello migliore e soprattutto quello maggiormente adatto a soddisfare le vostre esigenze.

Le lame

Una delle caratteristiche principali che è bene considerare prima di acquistare un biotrituratore che sia perfettamente adatto a trattare scarti di tipo legnoso che possono derivare dal taglio di alberi, cespugli e arbusti di vario genere riguarda il tipo di tecnica che viene utilizzato per lavorare gli scarti. Esistono principalmente due modelli di biotrituratore, volendo dividere tutti le tipologie di biotrituratori presenti in commercio secondo questa caratteristica: i biotrituratori che utilizzano delle lame per triturare, e quelli che invece si avvalgono dell’utilizzo di una serie di rulli che rompono in particelle di dimensioni via via sempre minori gli scarti che vengono inseriti all’interno del biotrituratore. Esistono poi una serie di versioni intermedie che utilizzano una qualche combinazioni di entrambe, che possono ad esempio essere composte da una serie di rulli subito all’ingresso del biotrituratore, che riducono notevolmente il volume degli scarti che vengono inseriti, seguiti da un complesso di lame che invece si occupano di triturare gli scarti così ridotti in modo che possano uscire dal biotrituratore sotto forma di piccolissime particelle che è molto più facile smaltire o utilizzare in altro modo, quale che sia l’uso che se ne intende fare.

In linea generale, è sempre meglio scegliere un modello di biotrituratore che possegga una serie di lame, per il trattamento di scarti che siano composti per la maggior parte da rami di vario genere ed altri scarti derivanti dal taglio di rami, cespugli e arbusti, in quanto della lame, possibilmente realizzate in acciaio inox, garantiscono una migliore resa ed un risultato quasi perfetto, quale che sia il materiale in ingresso. Nel caso di rami di grandi dimensioni, sarebbe meglio optare per un modello che disponga di una serie di lame poste in senso decrescente, in modo che gli scarti di legno possano venir triturati via via in particelle sempre più piccole, e non si rischi di trovare parti non correttamente triturate al termine del processo, o che le lame si danneggino a causa del contatto con parti di legno più grandi di quelle a cui sono adatte.

L’ingresso

Il punto di ingresso di un biotrituratore e quella parte di questo particolare tipo di macchinario agricolo dal quale vengono inseriti tutti gli scarti derivanti dalle operazioni di cura e manutenzione del proprio giardino. Solitamente, per quanto possano esistere diversi modelli di biotrituratore, la parte dedicata all’ingresso del materiale resta pressoché uguale: si tratta di un grande imbuto posto in verticale, dal quale è possibile inserire diversi tipi di materiali. A seconda dell’ampiezza di questo tipo di imbuto, però, potrebbe essere necessario rompere o tagliare preventivamente alcune parti degli scarti, soprattutto in merito a rami e parti di albero in generale. In questo caso, per evitare di dover perdere troppo tempo riducendo in parti più piccoli i rami, è possibile scegliere un modello di biotrituratore la cui entrata sia abbastanza larga ed ampia da permettere l’ingresso degli scarti che il vostro giardino solitamente produce.

Come sfruttare i prodotti in uscita

L’utilità di un biotrituratore non si esaurisce nel momento in cui gli scarti introdotti vengono triturati in particelle di dimensioni molto piccole, e che quindi occuperanno molto meno spazio e risulteranno più facili e veloci da smaltire con i convenzionali metodi, ma può anche rivelarsi un valido aiuto per risparmiare in alcune spese domestiche, o per evitare di dover acquistare del tutto determinati prodotti. Ad esempio, i biotrituratori vengono utilizzati spesso per la produzione di compost o di pellet, ma nel caso del legno è possibile sfruttare il biotrituratore anche per la produzione di truciolato e segatura, da usare direttamente come prodotto finito, o da utilizzare per creare alcuni tipi di tavole e basi, in cui il truciolato viene compresso con una buona differenza di pressione, perché rimanga compatto e possa poi essere ricoperto ed utilizzato per produrre lastre e tavole di varie dimensioni.


Hello! Sono una ragazza con la passione per lo stare all’aria aperta ed in mezzo al verde, a cui piacciono le camminate in montagna ed i libri sul giardinaggio… ed ovviamente fare giardinaggio!

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