Un biotrituratore professionale rappresenta una scelta ed un investimento ben diversi rispetto ai più normali biotrituratori in grado di lavorare prevalentemente in un ambito domestico e quindi limitato, ed è quindi importante scegliere attentamente tutte le caratteristiche del vostro nuovo biotrituratore di tipo professionale in modo da assicurarvi la scelta migliore al primo colpo e poterne sfruttare al meglio tutte le funzionalità.
Il motore
Una delle caratteristiche più importante di un biotrituratore di tipo professionale è senza dubbio il tipo di motore di cui è dotato. Esistono due tipi di possibilità per quanto riguarda il motore di un biotrituratore professionale.
La prima comprende l’utilizzo di un motore a benzina, ed è sicuramente la tipologia di biotrituratore professionale che non solo viene maggiormente prodotta, ma che è ancora oggi più utilizzata. Questo è dovuto al fatto che l’utilizzo di un motore a benzina, e quindi di un motore che sia a scoppio porta diversi vantaggi per l’utilizzatore finale, come ad esempio la possibilità di poter utilizzare il proprio biotrituratore in qualunque posto ed in qualunque situazione: uno dei casi più frequenti in cui vengono utilizzati dei biotrituratori professionali, infatti, riguarda la necessità di dover trattare gli scarti prodotti dal taglio e da tutte le altre operazioni di cura e manutenzione di campi, grandi appezzamenti di terreno ed anche coltivazioni o piccoli boschi, che spesso si trovano in luoghi remoti e comunque non vicini a centri abitati e quindi ben collegati ad una rete di corrente elettrica che possa essere sfruttata per far funzionare il biotrituratore. Un motore a scoppio infatti necessita solamente di una tanica di benzina, di diesel o di miscela per essere alimentato, e può quindi essere utilizzato in qualunque situazione.
Una seconda tipologia di biotrituratori ad utilizzo professionale comprende invece tutti quei modelli di biotrituratore che invece montano un motore di tipo elettrico, e che quindi viene alimentato attraverso un cavo collegato continuamente ad una presa di corrente elettrica. Un biotrituratore di tipo professionale che monti un motore di tipo elettrico è una tipologia relativamente nuova nel mondo dei biotrituratori di tipo professionale, in quanto fino a pochi anni fa l’unico motore disponibile, e che era abbastanza efficiente per poter essere utilizzato in modo professionale con buoni risultati era senz’altro un motore a scoppio alimentato a benzina o diesel. Ora, invece, si sta assistendo ad un consistente e costante miglioramento dei motori di tipo elettrico, che hanno prese piede anche nel mondo delle automobili e della mobilità in generale, e che quindi possono essere utilizzati anche in campo agricolo senza alcun problema.
I vantaggi di un motore elettrico
Sebbene possa ancora essere visto come una categoria di nicchia ed una scelta sfavorevole, optare per un biotrituratore di tipo professionale che sia dotato di un motore elettrico può portare ad innumerevoli vantaggi, primo fra tutti il minore impatto ambientale dell’intero processo.
Infatti, un motore elettrico non emette alcun tipo di inquinante durante il funzionamento, evitando di arricchire ancor più l’atmosfera di anidride carbonica ed altri gas considerati inquinanti per l’ambiente e l’aria che ci circonda. Inoltre, il suo funzionamento è quasi del tutto silenzioso: la minore emissione di rumore lo rende molto meno fastidioso e portatore di disagio anche se viene utilizzato in prossimità o addirittura all’interno di centri urbani o comunque in luoghi in cui vi è presenza di persona, nonché per i lavoratori stessi, che si ritrovano esposti ad un rumore del tutto sopportabile anche senza dover ricorrere a protezioni di tipo acustico, e quindi può portare diversi vantaggi sia per la salute dei singoli operatori, sia per la sicurezza sul lavoro legata all’intero processo.
La manutenzione
Inoltre, la manutenzione di un biotrituratore di tipo professionale che monti un motore elettrico viene notevolmente ridotta, rispetto ad uno stesso macchinario che invece sia dotato di un motore a scoppio, e quindi alimentato a diesel, miscela o benzina, in quanto un motore di tipo elettrico in sé non richiede alcun tipo di manutenzione ordinaria. Da qui, la manutenzione si riduce quindi alla semplice pulizia e mantenimento in buono stato delle parti che compongono la struttura in sé del biotrituratore, per la maggior parte quelle componenti che vengono direttamente in contatto con gli scarti da triturare e che quindi necessitano di essere sempre pulite dopo l’uso, come ad esempio l’imbuto di entrata dei prodotti da trattare, il complesso composto dalle lame e dai rulli che effettivamente svolgono il processo, ed il canale in cui vengono convogliati al termine gli scarti ormai trattati opportunamente. Queste parti devono essere mantenute sempre perfettamente pulite e soprattutto asciutte, per evitare la formazione di muffe o l’insorgere di ruggine nel metallo che compone il biotrituratore industriale stesso. Mentre per il motore elettrico sarà sufficiente operare alcuni piccoli interventi di manutenzione straordinaria volti principalmente a sostituire alcune parti che possono essere soggette ad usura dopo diversi utilizzi o che possono occasionalmente rompersi per altri motivi.




